Gli errori più comuni degli italiani quando parlano inglese

Parlare bene l'inglese non significa parlare senza mai commettere errori. Anche chi ha un buon livello può sbagliare una preposizione, scegliere una parola poco naturale o costruire una frase seguendo troppo da vicino la struttura dell’italiano.

Esistono però alcuni errori comuni in inglese che gli italiani tendono a ripetere con una certa regolarità. Il motivo è semplice: quando parliamo una lingua straniera, tendiamo istintivamente a utilizzare le strutture della nostra lingua madre.

La buona notizia? Molti errori degli italiani in inglese sono prevedibili e, proprio per questo, possono essere corretti.

Vediamo quali sono alcuni degli errori più frequenti e, soprattutto, come evitarli per parlare inglese in modo più naturale e sicuro.

1. Tradurre direttamente dall’italiano all’inglese

Uno degli errori più frequenti nasce dalla traduzione parola per parola.

Quando devi parlare velocemente, è naturale pensare prima alla frase italiana e poi cercare di trasformarla in inglese. Il problema è che le due lingue non funzionano sempre allo stesso modo.

Per esempio:

❌ I have 40 years.
✅ I am 40 years old.
Ho 40 anni.

Oppure:

❌ I have hunger.
✅ I am hungry.
Ho fame.

In italiano diciamo “avere” fame, sete, caldo o freddo. In inglese, invece, utilizziamo normalmente il verbo to be:

I’m thirsty. – Ho sete.
I’m cold. – Ho freddo.
I’m hot. – Ho caldo.

La soluzione non è imparare una regola per ogni possibile frase, ma iniziare a memorizzare espressioni complete anziché singole parole. Più impari l’inglese attraverso gruppi di parole naturali, meno avrai bisogno di tradurre mentalmente dall’italiano.

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Imparare a riconoscere gli errori in inglese

Gli errori fanno parte dell’apprendimento: riconoscerli è il primo passo per migliorare.

2. Confondere “make” e “do”

In italiano utilizziamo spesso il verbo “fare”, ma in inglese dobbiamo scegliere principalmente tra make e do.

Per esempio:

make a mistake – fare un errore
make a decision – prendere una decisione
make an appointment – fissare un appuntamento

Ma:

do some work – fare del lavoro
do your homework – fare i compiti
do business – fare affari

Non esiste una regola perfetta che risolva ogni situazione. È molto più efficace imparare queste espressioni come combinazioni naturali di parole.

Non imparare semplicemente decision = decisione. Impara:

make a decision

In questo modo, quando parlerai, avrai già pronta l’espressione completa.

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È assolutamente normale. Durante le mie lezioni individuali lavoriamo proprio sugli errori tipici degli italiani, trasformandoli, poco alla volta, in un inglese più naturale e sicuro.

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3. Usare male le preposizioni inglesi

Le preposizioni sono una delle difficoltà più persistenti per gli studenti italiani, anche a livelli intermedi e avanzati.

Un esempio classico:

❌ It depends from the situation.
✅ It depends on the situation.
Dipende dalla situazione.

Oppure:

❌ I’m interested about marketing.
✅ I’m interested in marketing.
Mi interessa il marketing.

E ancora:

❌ I’m married with an Italian.
✅ I’m married to an Italian.
Sono sposato/a con un italiano/un’italiana.

Il problema nasce, ancora una volta, dalla traduzione. La preposizione italiana non determina automaticamente quella inglese.

Conviene quindi imparare:

depend on
interested in
married to

come unità complete.

4. Dimenticare il soggetto

In italiano possiamo dire:

“È molto importante.”

Non dobbiamo specificare un soggetto. In inglese, invece, normalmente sì:

❌ Is very important.
✅ It is very important.
È molto importante.

Lo stesso succede con il tempo:

❌ Is raining.
✅ It’s raining.
Sta piovendo.

Per uno studente italiano questo può sembrare un piccolo dettaglio, ma è uno degli errori che rendono immediatamente una frase meno naturale.

Un buon metodo è allenarsi a pensare alla frase inglese come una struttura completa:

subject + verb + rest of the sentence - soggetto + verbo + resto della frase

5. Confondere “say” e “tell”

Entrambi possono essere tradotti con “dire”, ma funzionano diversamente.

Con say:

She said she was busy.
Ha detto che era occupata.

Con tell normalmente specifichiamo la persona:

She told me she was busy.
Mi ha detto che era occupata.

Perciò:

❌ She said me…
✅ She told me…

Un piccolo cambiamento, ma molto importante nella conversazione quotidiana.

Dallo studio a un inglese più naturale

Imparare espressioni e strutture complete aiuta a ridurre la traduzione mentale dall’italiano.

6. Confondere Present Simple e Present Continuous

L’italiano consente spesso di usare il presente in situazioni in cui l’inglese richiede il Present Continuous.

Per esempio:

❌ What do you do? – se vogliamo chiedere “Cosa stai facendo?”

La frase What do you do? significa normalmente:

Che lavoro fai? / Di cosa ti occupi?

Se vogliamo sapere cosa sta facendo qualcuno in questo momento:

✅ What are you doing?
Cosa stai facendo?

Confronta:

I work from home.
Lavoro da casa (in generale).

I’m working from home today.
Oggi sto lavorando da casa.

La differenza è importante: il Present Simple descrive normalmente abitudini, fatti e situazioni regolari; il Present Continuous descrive ciò che sta accadendo ora o una situazione temporanea.

7. Usare “actually” per dire “attualmente”

Questo è uno dei classici false friends, i falsi amici.

Actually non significa “attualmente”.

Significa:

in realtà / a dire il vero

Actually, I don’t agree.
In realtà, non sono d’accordo.

Per dire “attualmente” possiamo utilizzare:

currently – attualmente
at the moment – al momento

Per esempio:

I’m currently working on a new project.
Attualmente sto lavorando a un nuovo progetto.

Altri falsi amici frequenti sono:

eventually = alla fine / prima o poi, non “eventualmente”
library = biblioteca, non “libreria”
sensible = sensato/ragionevole, non “sensibile”

Sono errori comprensibili perché le parole sembrano familiari. Proprio per questo, però, possono risultare difficili da eliminare.

👉 Conosci la grammatica, ma quando parli gli stessi errori continuano a ripetersi?

Non sempre serve studiare più regole. Spesso bisogna imparare a riconoscere le proprie abitudini linguistiche e sostituirle con strutture inglesi più naturali.

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8. Usare troppo “very”

Very è perfettamente corretto. Il problema è utilizzarlo continuamente.

very good
very bad
very big
very interesting

Con un vocabolario più ampio possiamo rendere l’inglese molto più naturale:

very good → excellent
very bad → terrible
very big → huge
very tired → exhausted

Non significa che devi eliminare very. Significa semplicemente avere più alternative a disposizione.

Questo è particolarmente utile per chi usa l’inglese professionalmente, perché permette di esprimere idee e opinioni con maggiore precisione.

9. Pronunciare tutte le parole come sono scritte

L’inglese può essere frustrante perché l’ortografia e la pronuncia non sempre coincidono.

Pensiamo a parole comuni come:

comfortable
vegetable
business
Wednesday

Se proviamo a pronunciare ogni lettera come faremmo in italiano, il risultato può suonare molto diverso dall’inglese naturale.

Per migliorare, è importante ascoltare oltre che leggere.

Quando impari una nuova parola, non chiederti soltanto:

“Cosa significa?”

Chiediti anche:

“Come viene pronunciata?”

Ascoltare podcast, video e conversazioni autentiche aiuta gradualmente a creare un collegamento diretto tra il suono e il significato della parola.

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10. Cercare di parlare un inglese troppo perfetto

Forse questo è l’errore più importante di tutti.

Molti studenti italiani conoscono abbastanza grammatica e vocabolario per sostenere una conversazione, ma mentre parlano controllano mentalmente ogni frase:

“Il tempo verbale è corretto?”
“Devo usare in o at?”
“Questa parola si pronuncia bene?”
“Ho dimenticato la s?”

Il risultato?

La conversazione diventa lenta e faticosa e la sicurezza diminuisce.

Naturalmente la correttezza è importante. Ma comunicare viene prima della perfezione.

Se dici:

Yesterday I go to Milan for a meeting.

c’è un errore grammaticale: dovrebbe essere went.

Ma il tuo interlocutore ha quasi certamente capito il messaggio.

L’obiettivo iniziale deve essere continuare a comunicare. L’errore può essere corretto successivamente.

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Parlare inglese con più sicurezza

Con la pratica, parlare inglese diventa progressivamente più naturale e spontaneo.

Come correggere gli errori più comuni in inglese

Non cercare di correggere dieci problemi contemporaneamente.

Scegliene uno.

Per esempio, per una settimana concentrati sulle preposizioni. Quando parli o scrivi, presta particolare attenzione a espressioni come interested in, depend on e good at.

La settimana successiva puoi lavorare su make e do.

Questo approccio rende il miglioramento molto più gestibile.

È utile anche creare una piccola lista personale dei propri errori ricorrenti. Non una lista generica di grammatica inglese: i tuoi errori.

Se continui a dire:

depends from

scrivi:

❌ depends from
✅ depends on

Se dici:

I’m agree

scrivi:

❌ I’m agree
✅ I agree – Sono d’accordo.

Rivedere regolarmente una lista di cinque o dieci errori personali può essere molto più efficace che ripassare decine di pagine di grammatica.

Sbagliare inglese fa parte del percorso

Gli errori non significano necessariamente che il tuo inglese sia scarso. Spesso dimostrano semplicemente che stai cercando di utilizzare la lingua in modo attivo.

E questo è esattamente ciò che devi fare per migliorare.

L’obiettivo non è arrivare al punto in cui non si sbagli mai. È fare in modo che gli errori diventino meno frequenti e che tu riesca a riconoscerli e correggerli più facilmente.

Con pratica regolare, ascolto e conversazione, molte strutture che oggi richiedono uno sforzo consapevole diventeranno automatiche.

E quando smetti di tradurre ogni frase dall’italiano e inizi a utilizzare direttamente le strutture inglesi che hai imparato, parlare inglese correttamente e con maggiore sicurezza diventa progressivamente più naturale.

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Nelle mie lezioni individuali online possiamo individuare insieme gli errori che fai più spesso e lavorare sulla grammatica, sul vocabolario, sulla pronuncia e soprattutto sulla conversazione.

L’obiettivo non è parlare un inglese “perfetto”, ma parlare in modo più naturale, efficace e sicuro.

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